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In Italia l’autismo rischia di diventare un’emergenza nazionale: non esistono dati ufficiali, si sa solo che i casi sono in aumento. Dati certi arrivano dagli Stati Uniti dove il “Center for disease control and prevention (Cdc)” registra 3 milioni di casi negli USA (1 bambino americano ogni 68) e circa 60 milioni nel mondo con un trend in crescita. In Italia le stime ufficiose parlano di un bambino ogni 150 per un totale di oltre 500.000 persone tra bambini, ragazzi e adulti, con altrettante famiglie in grave difficoltà per la mancanza di un’adeguata risposta a tutti i livelli.
Allo stesso modo sono quasi sempre sconosciuti i costi reali dell’autismo, per l’assistenza e le terapie, che ancora oggi sono parzialmente a carico delle famiglie.
Costo per sostenere una persona con Disturbi dello Spettro Autistico nel corso dell’intera vita:

  • 1,9 milioni di dollari negli Stati Uniti
  • 1,29 milioni di sterline nel Regno Unito

pari a 1,68 milioni in Euro
(fonte Journal of the American Medical Association– Pediatrics, 2014)

In Gran Bretagna l’autismo costa più di malattie cardiache, cancro e ictus messi insieme, 32 miliardi di sterline:

  • per i trattamenti ospedalieri
  • per la cura e il supporto a bambini e adulti
  • per mancati guadagni dei genitori

(fonte London School of Economics, 2014)

I costi nascosti per la famiglia e la società.
Ai costi sociali dei Disturbi dello Spettro Autistico si aggiunge un’altra voce che nella realtà passa inosservata: avere un autistico in famiglia causa una forte limitazione nell’attività lavorativa per entrambi i genitori, la madre che solitamente rinuncia a lavorare ed il padre che spesso deve rinunciare ad avanzamenti di carriera o maggiori responsabilità per far fronte alle necessità quotidiane di cura della famiglia, con conseguente riduzione delle entrate economiche. A questi si aggiungono i costi per le cure mediche dei genitori e dei familiari che sono causati dal forte stress della gestione di una persona con disabilità. E in ultimo, tra i costi sociali va inserita anche la perdita della produttività individuale dell’adulto con autismo, che rimane quasi sempre inattivo anche quando avrebbe le potenzialità per lavorare.

Ridurre i costi è possibile!
Una maggiore attenzione agli interventi nelle prime fasi di vita, infanzia e adolescenza, porta un consistente miglioramento dell’evoluzione del disturbo e delle esigenze ad esso associate. Interventi multidisciplinari precoci e personalizzati sono in realtà investimenti che vanno a ridurre la spesa sociale dell’autistico per il resto dell’arco della sua vita.
Allo stesso modo è necessario organizzare e ottimizzare una “rete” di servizi e di sostegno per la famiglia che si tramuta in una riduzione dei costi futuri, come per esempio adeguate politiche sul posto di lavoro che permetterebbero il mantenimento del posto di lavoro da parte di entrambi i genitori.